Mio padre
Testo e musica di Mauro Maglio
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Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu.
Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu.
Mio padre guardava lontano
ma non vedeva ad un palmo della mano,
parlava Latino, Greco, Dialetto e Italiano,
era tuono e lampo e non perdeva tempo,
raccontava Minerva, Circe e Polifemo,
ahhh … la rabbia di Nettuno, l'astuzia di "Nessuno",
spiegava la vita per allegoria,
apriva la strada, anche la mia.
Mio padre, guardava lontano
ma non vedeva ad un palmo della mano,
scopriva l'arcano ogni giorno, ogni momento,
occhiali e lente di ingrandimento,
riesco anche a sentirlo se apre la sua bocca,
a volte sento anche che mi tocca,
arriva la sua voce come fosse un vento,
che soffia leggero così non mi spavento.
Ehhh … Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu, perché tu sei tu,
pensa come pensi tu, vivi sempre un po’ di più, tu sei tu
Ehhh … Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu, non dimenticarti più
di guardare l'orizzonte, come ci fosse un ponte.
Mio padre, andava in campagna,
per prendere fiato curava la vigna,
faceva un buon vino che poi regalava,
ma mezzo bicchiere lui non lo reggeva,
riesco a vederlo come in un videoclip,
ah … non era un attore, non era certo un vip,
maestro di vita, la recita è finita,
si chiude il sipario in men che non si dica.
Ehhh … Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu, perché tu sei tu,
pensa come pensi tu, vivi sempre un po’ di più, tu sei tu
Ehhh … Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu, non dimenticarti più
di guardare l'orizzonte, come ci fosse un ponte.
Mio padre, guardava lontano,
ma non vedeva ad un palmo della mano,
mi ha aperto la strada e anche la mente …
e non mi ha chiesto in cambio niente.
Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu.
Tu, tu sei tu, tu sei tu, tu sei tu.